Dieta per il cancro alla prostata

Tumore alla prostata, come si sconfigge

Candele prostatilen e concezione

Home ABC della salute Prevenire le malattie. Il cancro k della prostata è uno dei tumori maligni più comuni nei Paesi ricchi, dove costituisce la seconda causa di morte per neoplasia nel maschio adulto.

Nell'eziopatogenesi di questo tumore si riconoscono, oltre a cause genetiche, anche cause ambientali, dal momento che l'incidenza di k prostatico differisce nelle varie parti del mondo. Uno dei fattori ambientali più importanti che influenzano la comparsa di questa patologia è la dieta, che puo' agire attraverso dieta per il cancro alla prostata meccanismi, sia favorenti che protettivi.

Essendo questo un tumore ormono-dipendente, alcuni fattori potrebbe agire modificando i livelli degli ormoni sessuali dieta per il cancro alla prostata. Gli ormoni potrebbero agire aumentando lo stress ossidativo, che rende ragione dell'effetto protettivo di sostanze antiossidanti essenzialmente selenio, vitamina C, vitamina E, vitamina D, retinolo e carotenoidi, proteine della soia.

I fattori di rischio alimentari per quanto concerne il k prostatico sono primariamente l'elevato consumo di grassi e di latte, sebbene non tutti gli Studi epidemiologici confermino questi dati. Anche una dieta ipercalorica e la secondaria obesità sono stati associati ad un aumento dell'incidenza di k prostatico.

La correlazione tra consumo di latte e k prostatico è stata descritta da oltre 10 anni. Per quanto riguarda invece i fattori protettivi va detto che dieta per il cancro alla prostata riduzione dell'assunzione di alimenti "a rischio" nella dieta vegetariana non è sufficiente da sola a spiegare l'effetto protettivo di questo tipo di alimentazione.

Proprio nei vegetali sono infatti contenute delle sostanze dotate di azione preventiva nei confronti di questo tumore. L'effetto preventivo della vitamina D e del lycopene è al momento attuale una delle ipotesi più accreditate. Sebbene alcuni cibi animali quali i latticini contengano vitamina D, la loro assunzione non risulta protettiva perché a causa della contemporanea introduzione di Calcio nell'organismo provocano una riduzione "per consumo" dei livelli di questa vitamina. Il consumo di frutta e l'esposizione al sole sono invece fattori protettivi.

Anche alcuni carotenoidi, in particolare il lycopene, contenuto soprattutto nei pomodori specie se consumati cottisono in grado di ridurre l' incidenza di k prostatico.

Il consumo di cereali, noci e soia sono altri fattori dietetici con proprietà dieta per il cancro alla prostata nei confronti del k prostatico probabilmente per via del loro alto contenuto di fitoestrogeni, sostanze che hanno un effetto sull'equilibrio ormonale dell'organismo umano oltre che un notevole effetto antiossidante.

Le proteine vegetali infine risultano avere un effetto protettivo modulando la produzione dell'insulina e di IGF-I Insulin-like Growth Factor caratterizzato da una potente attività carcinogena. Non per nulla questo fattore risulta essere presente in livelli significativamente più bassi nei vegani, rispetto ai consumatori di prodotti animali vegetariani inclusi.

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