Fango con cancro alla prostata

Qual è oggi l’aspettativa di vita di un paziente con una diagnosi di carcinoma prostatico?

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Come diffondiamo l'informazione scientifica. Ultimo aggiornamento: 2 luglio La cistifelleao colecistiè un organo posto appena al di sotto del fegato che normalmente ha una lunghezza di circa cm e una larghezza massima di cm. Durante la digestione degli alimenti, la contrazione della cistifellea provoca il passaggio della bile concentrata nell'intestino attraverso la parte finale del dotto biliareun sottile condotto che in totale misura poco più di 10 cm.

I dotti biliari si sviluppano all'interno del fegato e confluiscono in rami sempre maggiori fino a dare origine a un fango con cancro alla prostata destro e a uno sinistro che si congiungono in un condotto comune che emerge dal fegato, chiamato dotto epatico. La cistifellea è connessa a questo condotto principale tramite un altro piccolo canale chiamato dotto cistico. Fango con cancro alla prostata di queste strutture prende il nome di dotto biliare comune o coledoco e convoglia la bile fino al duodeno, il primo tratto di intestino dopo lo stomaco.

Questi tumori fanno parte della famiglia dei colangiocarcinomi. L' incidenza annuale complessiva dei due tipi di tumore si attesta sui casi ogni Sono più frequenti nelle femmine in rapporto In Italia vengono in media diagnosticati ogni anno circa 3 casi di tumore della cistifellea ogni Il fattore di rischio più comune per il tumore della cistifellea è la calcolosi inveteratacioè la presenza da lungo tempo di calcoli di calcio e colesterolo o di bilirubina. Tuttavia la presenza di calcoli o infiammazione non dà necessariamente origine al tumore.

Anche altre particolari condizioni possono aumentare il rischio di insorgenza di tumore della cistifellea e delle vie biliari come:.

Non esistono strategie di prevenzione specifiche per i tumori della cistifellea e delle vie biliari. L'80 per cento dei tumori della cistifellea è rappresentato da adenocarcinomi neoplasie che originano da tessuti formati da ghiandole.

L' adenocarcinoma papillare costituisce il 6 per cento di tutti i tumori della cistifellea e ha, in genere, una prognosi più favorevole della variante non papillare 75 per cento dei tumori. Possono essere presenti, anche se più raramente, altre forme come l'adenocarcinoma mucinoso, il carcinoma squamoso, il carcinoma adenosquamoso e il carcinoma a piccole cellule. Circa la metà di tutti i colangiocarcinomi è rappresentata da tumori del dotto biliare intraepatico colangiocarcinoma intraepatico.

La storia clinica, fango con cancro alla prostata di tumori in altre sedi e, in ultima analisi, l'esame delle cellule al microscopio, se è disponibile una biopsiaconducono solitamente a chiarire l'eventuale dubbio. Il tumore del dotto biliare distaleche colpisce il tratto fango con cancro alla prostata dotto biliare più vicino al duodeno, è secondo per frequenza tra i colangiocarcinomi, seguito dai tumori della confluenza o tumori di Klatskin, dal nome del medico che per primo li descrisse che hanno origine nel tratto in cui i dotti biliari di destra e sinistra escono dal fegato unendosi.

I sintomi del tumore della cistifellea si manifestano in genere solo negli stadi avanzati della malattia e sono spesso simili a quelli di altre patologie. Il primo passo per una corretta diagnosi è l'attenta valutazione da parte del medico di eventuali sintomi e fattori di rischio. Oltre ad accertare la presenza di sintomi clinici ittero, gonfiore, presenza di masse o organi ingrossati nella cavità addominaleè importante anche verificare la presenza nella famiglia del paziente di altri casi di tumore della cistifellea o delle vie biliario se sono presenti patologie collaterali che possono aumentare il rischio.

Nel caso in cui ci sia il sospetto di un tumore della cistifellea, si valuteranno nel sangue i livelli degli enzimi epatici transaminasidella bilirubinadelle gamma-GT e della fosfatasi alcalina. Elevati valori di questi enzimi fango con cancro alla prostata un problema a livello del fegato e potrebbero essere legati a patologie che interessano la cistifellea fango con cancro alla prostata le vie biliari. Dall'esame del sangue verranno anche misurati i livelli di CEA e CA, due marcatori tumorali che possono risultare elevati in molti tumori addominali.

Vi sono oggi numerosi strumenti diagnostici, più o meno invasivi, in grado di aiutare il medico a effettuare la diagnosi e a stabilire la terapia migliore chirurgica, farmacologica o radioterapica.

Lo stadio di un tumore indica essenzialmente quanto la malattia è estesa. Per il tumore della cistifellea e per quello delle vie biliari vengono individuati 4 stadi sulla base dei criteri TNM che tengono conto della grandezza e infiltrazione del tumore Tdell'eventuale coinvolgimento dei linfonodi N e della presenza di metastasi in altri organi M.

Lo stadio più basso stadio 0 rappresenta una malattia in fase iniziale, nella quale le cellule cancerose sono presenti solo sulla parete interna della cistifellea o del dotto biliare. Lo stadio 1in genere, indica un tumore ancora operabile, ma diffuso anche agli altri strati della parete dell'organo e non limitato al solo strato interno. Determinare lo stadio del tumore è importante per decidere la terapia più indicata per il paziente in quel momento chirurgia, chemioterapiaradioterapia.

La scelta della terapia più adatta dipende da diversi fattori tra i quali lo stadio, il tipo di tumore e le condizioni generali del paziente. Il termine colecistectomia indica la rimozione chirurgica della cistifellea. In base allo stadio della malattia, occorre spesso asportare anche la porzione del fegato che è a contatto con la cistifellea, i linfonodi e una parte delle vie biliari.

Capita che un tumore della colecisti, quando è molto precoce, venga riconosciuto incidentalmente, esaminando la cistifellea che è stata rimossa per la presenza di calcoli: in tal caso, sempre in base allo stadio della malattia, si dovrà procedere a un nuovo intervento per togliere la porzione di fegato e i linfonodi.

In caso di colangiocarcinoma intraepatico viene in genere rimosso il tumore stesso con una porzione variabile di tessuto epatico sano margine di resezionein base alla posizione del tumore e ai suoi rapporti con i vasi sanguigni intraepatici.

Il fegato è in grado di tollerare la rimozione di una sua porzione fino al 70 per cento del suo volume totale, purché l'organo sia in buone condizioni senza steatosi o cirrosi e in assenza di trattamenti chemioterapici di lunga durata. Tali valori di volume vengono calcolati durante la pianificazione preoperatoria attraverso software dedicati, sulla base di immagini TC o RMN.

Tanto peggiore è lo stato del fegato, tanto minore sarà la percentuale di tessuto asportabile. Il rischio legato a un eccesso di rimozione di tessuto epatico è l'insorgenza di una insufficienza epatica postoperatoria. Nel trattamento chirurgico del tumore della confluenza Klatskin occorre rimuovere una rilevante porzione di fegato, oltre a dotto biliare e cistifellea. I restanti dotti biliari devono poi essere ricollegati all'intestino. Tale intervento prevede poi la ricostruzione di una serie di complesse e delicate giunzioni anastomosi tra i visceri.

Infine, alcune recenti evidenze indicano che il trapianto, cioè la sostituzione completa del fegato malato con uno sano prelevato da donatore più spesso cadavere a cuore battentein associazione alla radioterapia possa rappresentare una cura efficace in alcuni pazienti altamente selezionati.

Le terapie palliative infine sono trattamenti mirati a controllare i sintomi negli stadi più avanzati della malattia o in caso di tumore non operabile. Rendiamo il cancro sempre più curabile. Informati sul cancro Cos'è il cancro Guida ai tumori Guida ai tumori pediatrici Facciamo chiarezza Cos'è la ricerca sul cancro Glossario. Affronta la malattia Fango con cancro alla prostata affrontare la malattia Guida agli esami Guida alle terapie Storie di speranza Dopo la cura.

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Home page Tumore della cistifellea e delle vie biliari Due malattie che colpiscono la zona epatica e hanno sintomi simili Ultimo aggiornamento: 2 luglio Tempo di lettura: 15 minuti.

Che cos'è. Anche altre particolari condizioni possono aumentare il rischio di insorgenza di tumore della cistifellea e delle vie biliari come: la fango con cancro alla prostata "a porcellana " un ispessimento della parete dell'organo fango con cancro alla prostata calcificazioni ; l' adenomatosi o poliposi ghiandolare della colecisti; le cisti congenite del coledoco ; anormalità nella giunzione bilio-pancreatica ovvero nel punto di congiunzione del dotto biliare con il dotto pancreatico o nei dotti biliari che portano la bile fino all'intestino; infiammazione cronica del dotto biliare colangite cronica che, in alcuni casi, porta alla formazione di cicatrici nel dotto stesso colangite sclerosante.

Inoltre le persone con una storia familiare di tumore della cistifellea o delle vie biliari sono più a rischio di sviluppare queste patologie nonostante il rischio resti complessivamente basso. Sono, invece, sintomi meno comuni: perdita di appetito; perdita di peso; gonfiore addominale. Tra gli esami più utilizzati vi sono: ecografia addominale : esame privo di rischi, ideale per scoprire alterazioni, anche se spesso insufficiente a definirle in modo più approfondito; se risulta negativo, ma vi sono sintomi clinici di sospetto, il medico ricorrerà a ulteriori approfondimenti con strumenti di secondo livello.

TC : utilizzato per diagnosticare la presenza del tumore, ma anche per verificare l'eventuale coinvolgimento degli organi circostanti e quindi determinare con maggior precisione lo stadio della malattia cioè la sua diffusione.

Risonanza magnetica : metodo che non usa i raggi X, ma variazioni di campo magnetico; è particolarmente indicata nel caso dei tumori delle vie biliari poiché consente di effettuare in modo non invasivo lo studio accurato dell'intero albero biliare. Angiografia e colangiografia : entrambe le tecniche prevedono l'uso di raggi X e l'iniezione di mezzo di contrasto all'interno dei vasi sanguigni angiografia o dei dotti fango con cancro alla prostata colangiografia.

La colangiografia, invece, prevede l'iniezione del mezzo di contrasto mediante la puntura del fegato attraverso la parete addominale e l'incannulamento di un dotto biliare intraepatico con un sottile tubicino flessibile, grazie al quale è possibile effettuare anche prelievi di tessuto. Colangiografia retrograda endoscopica ERCP : un endoscopio tubo flessibile del calibro di circa un centimetroinserito dalla bocca e fatto passare attraverso esofago e stomaco, viene introdotto fino al duodeno a livello della valvola papilla di Vater che rappresenta la porta di comunicazione tra dotto biliare il coledoco e duodeno.

Ecoendoscopia : un endoscopio, dotato di una sonda ecografica all'estremità, viene introdotto dalla bocca fino allo stomaco e fango con cancro alla prostata duodeno, dove permette di studiare ecograficamente le strutture adiacenti e in particolare il pancreas, il coledoco, il dotto epatico e la colecisti. Grazie inoltre fango con cancro alla prostata di aghi flessibili che passano attraverso la parete di stomaco o duodeno è possibile anche effettuare, sotto diretto controllo ecografico, prelievi di tessuto per definire la natura della malattia.

Colangioscopia e colangioecografia : sono tecniche che utilizzano sottili cateteri che hanno, rispettivamente, all'estremità una fibra ottica o una microsonda per ecografia. Una volta inserito il tubo nel dotto biliare, è possibile visualizzare la superficie interna del dotto stesso colangioscopia fango con cancro alla prostata la struttura ecografica della parete del condotto. PET : è un esame che consente di misurare il fango con cancro alla prostata delle cellule. Il glucosio una forma di zucchero radiomarcato somministrato in vena per la PET viene incorporato dalle cellule e visualizzato grazie a specifici scanner.

Un maggiore livello di incorporazione è indice fango con cancro alla prostata un metabolismo più elevato, tipico di molti tipi di tumori. La PET è molto utile per verificare la presenza di metastasi a distanza e nei linfonodi, e per scegliere il trattamento più adatto.

Biopsia : consiste in un prelievo di tessuto che verrà poi analizzato per la ricerca fango con cancro alla prostata cellule tumorali. Se esami precedenti hanno evidenziato con certezza la presenza di un tumore della cistifellea o delle vie biliari, non è obbligatorio procedere a una biopsia prima dell'asportazione chirurgica dell'organo.

Al contrario, in caso di tumore non operabile, la biopsia è importante perché permette di scegliere una terapia farmacologia mirata. La negatività della biopsia e soprattutto del raschiamento non esclude con certezza la presenza di malattia e quindi il loro utilizzo ha scopo soprattutto di conferma. Fango con cancro alla prostata esplorativa : è un intervento chirurgico a scopo diagnostico che serve a visualizzare gli organi addominali. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono fango con cancro alla prostata parere del medico.