Quali indicatori per il cancro alla prostata

Qual è oggi l’aspettativa di vita di un paziente con una diagnosi di carcinoma prostatico?

Whines prostata

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri. Ulrico Bracci. È fondamentale conoscere non solo le nuove tecniche diagnostiche a disposizione ma soprattutto le caratteristiche ed i limiti di ognuna di esse. Il cancro della prostata viene oggi riconosciuto come uno dei principali problemi medici cui è sottoposta la popolazione maschile.

Quali indicatori per il cancro alla prostata DRE deve costituire sempre il primo approccio diagnostico e ha lo scopo di apprezzare la forma, la consistenza, la dolorabilità e approssimativamente il volume della ghiandola, nonché la presenza di noduli sospetti. Il PSA costituisce ad oggi ancora il marcatore sierico più utilizzato. In realtà già da qualche anno è stato ampiamente dimostrato che non è possibile stabilire un valore soglia minimo che possa escludere con certezza la presenza di un carcinoma prostatico.

Un noto studio statunitense I. Thompson et al. Pertanto il PSA mostra una bassa specificità quali indicatori per il cancro alla prostata e risulta scarsamente affidabile per selezionare i tumori clinicamente significativi. Per questo motivo nel corso degli anni si è tentato di migliorare la specificità del PSA con alcune sue varianti come ad esempio il rapporto tra PSA libero e totale, che trova il suo razionale nel fatto che le cellule prostatiche neoplastiche producono meno PSA nella forma libera rispetto alle cellule benigne; pertanto quanto più è basso questo rapporto tanto più aumenta il rischio di neoplasia.

Esso è un precursore del PSA libero ed è tipicamente associato al tessuto canceroso prostatico. Un recente studio J. Brian et al. Il PCA3 viene dosato su un campione quali indicatori per il cancro alla prostata urine ottenuto dopo massaggio prostatico. Più alto è il livello di PCA3 presente nelle urine, più alta è la probabilità di una biopsia prostatica positiva, poiché questa proteina si concentra in quantità molto più elevata nel tessuto canceroso.

Ci sono altre indagini che possono essere utili? Le immagini alla RMN della prostata sono molto definite, ma da sole non distinguono con sufficiente validità una neoplasia da una infiammazione, fibrosi o iperplasia della prostata. Il vantaggio di questa metodica è di associare alla valutazione per immagini uno studio metabolico della prostata spettroscopia ed uno della sua vascolarizzazione studio dinamico.

Il risultato è un grafico che diventa caratteristico nel distinguere un sospetto di neoplasia da uno di flogosi o ipertrofia.