Vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata

Tumore alla prostata, come si sconfigge

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Guida agli esami. Guida alle terapie. Storie di speranza. Dopo la cura. Organi di governo. Comitati regionali. La nostra storia. Come sosteniamo la ricerca. Cosa finanziamo. Come diffondiamo l'informazione scientifica. Ultimo aggiornamento: 4 luglio I tumori stromali gastrointestinali - indicati con la sigla GIST dall'inglese G astro I ntestinal S tromal T umors - sono neoplasie vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata che si possono sviluppare lungo tutto il tratto gastrointestinaledall'esofago fino al retto.

Sono molti i tumori che possono insorgere in questi organi, ma i GIST hanno la particolarità di originare da cellule staminali di origine mesenchimale progenitrici delle cellule interstiziali di Cajal. Queste sono a volte chiamate "pacemaker del tratto gastrointestinale" perché sono presenti nelle pareti degli organi di tale distretto e sono responsabili della motilità intestinale: in pratica segnalano all'intestino quando contrarsi per muovere il cibo e i fluidi che sono stati ingeriti, coordinando le contrazioni automatiche delle pareti.

I GIST fanno parte dei cosiddetti sarcomi dei tessuti molliun gruppo di tumori che si origina in tessuti come muscoli, tessuto connettivo, vasi sanguigni o linfatici, nervi, legamenti e tessuto adiposo. Anche se in linea teorica i tumori stromali gastrointestinali possono svilupparsi in tutto il tratto gastrointestinale, in circa il 60 per cento dei casi colpiscono lo stomaco, mentre sono meno comuni in altre aree come l'intestino tenue poco più del 25 per centoil duodeno 5 per cento circail colon e il retto 5 per cento circa e l'esofago 1 per cento circa.

Solo in rari casi i GIST si sviluppano all'esterno del tratto gastrointestinale, ma comunque sempre nell'addome soprattutto a livello di peritoneo e omento. Da ricordare, infine, che non tutti i GIST sono maligni : esistono infatti anche le forme benigne che non si diffondono in altre aree dell'organismo. I GIST sono considerati tumori vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata.

In Italia vi sono circa ,5 casi ogni L' età è uno dei fattori di rischio riconosciuti per i GIST, perché questi tumori si presentano più frequentemente dopo i 50 anni e solo raramente prima dei Anche se nella maggior parte dei casi si tratta di tumori sporadici - che insorgono cioè senza alcuna trasmissione ereditaria all'interno delle famiglie - esistono alcune sindromi genetiche che possono aumentare il rischio di vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata un GIST.

Questa alterazione è responsabile della crescita e della proliferazione delle cellule dei tumori stromali gastrointestinali. Questi vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata molecolari sono importanti per indirizzare la scelta della terapia contro la particolare alterazione proteica presente nel tumore.

Fino agli anni Novanta del secolo scorso i GIST erano classificati come leiomiomi o leiomiosarcomi, mentre ora, grazie anche ai progressi della medicina e della biologia molecolare, hanno assunto una identità distinta da quella di altri tumori. Anche se in linea teorica i tumori stromali gastrointestinali possono svilupparsi in tutto il tratto gastrointestinale, in circa 6 casi su 10 60 per cento colpiscono lo stomaco, mentre sono meno comuni in altre aree come per esempio l'intestino tenue poco più del 25 per centoil duodeno 5 per cento circail colon e il vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata 5 per cento circa e l'esofago 1 per cento circa.

Altri sintomi caratteristici dei GIST sono dolore o disturbi all'addomepresenza di una massa addominalevomito e nauseasenso di sazietà precoceperdita di appetito e di peso e spossatezza.

Dal momento che per questo tumore raro non sono stati identificati fattori di rischio modificabili, legati a stile di vita o ambiente, non è possibile stabilire un'efficace strategia di prevenzione. Se si notano sintomi sospetti, il primo passo è senza dubbio rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista che valuteranno la storia medica personale e familiare attraverso una serie di domande e poi effettueranno una visita completa alla ricerca di eventuali segni della malattia per esempio la presenza di vomito e nausea a 4 fasi del cancro alla prostata massa anomala a livello dell'addome.

Dopo questo primo incontro il medico potrà decidere se prescrivere ulteriori esami di approfondimento. Per la diagnosi di GIST sono necessari esami di diagnostica per immagini. Una volta individuata un'area sospetta si deve necessariamente procedere con la biopsiacioè con l'asportazione di una piccola porzione di tessuto che viene poi analizzata al microscopio. Già la forma delle cellule osservate al microscopio è utile per arrivare alla diagnosi, ma si procede sempre anche con analisi più approfondite a livello molecolare, per verificare, per esempio, che sia espressa la proteina KIT, presente in quasi tutti i GIST ma non negli altri tumori del tratto gastrointestinale, a parte qualche piccola eccezione.

Anche gli esami del sangue possono essere utili per rivelare la presenza di anemia legata al sanguinamento causato dal tumore. Assegnare uno stadio al tumore stadiazione è fondamentale per decidere quale strategia di trattamento scegliere e per determinare la prognosi. Per i GIST, come per molti altri tumori, si utilizza il sistema di stadiazione TNM che valuta la dimensione del tumore Tla sua diffusione ai linfonodi N e la presenza di altre metastasi M.

Oltre alla dimensione del tumore, i più importanti sono la conta mitotica - che rappresenta il numero di divisioni cellulari in corso, più alto nella malattia più aggressiva - e la sede di origine della neoplasia. La scelta del trattamento più adatto in caso di GIST dipende da diversi fattori legati alla malattia, come la dimensione del tumore, la sede di origine e le condizioni generali del paziente.

La chemioterapia classica e la radioterapia non sono efficaci in questo tipo di tumore e non sono quindi utilizzate. Nella maggior parte dei casi il trattamento iniziale è rappresentato dalla chirurgiache permette di asportare e curare definitivamente la malattia localizzata ed è utile per rimuovere masse che si sono diffuse in altri organi metastasi.

Se la malattia è già diffusa e non risulta asportabile con il bisturi, i medici hanno a disposizione un farmaco mirato molto efficace: si tratta di imatinibuna molecola che ha come bersaglio la proteina KIT e la proteina PDGFR-a, entrambe appartenenti alla famiglia delle cosiddette tirosin-chinasi e presenti nella maggior parte dei GIST.

Colpendo queste proteine, imatinib riesce a bloccare la crescita del tumore e permette di raggiungere una risposta nell'80 per cento circa dei pazienti che lo assumono. Questi ultimi vengono utilizzati nelle persone che non possono assumere imatinib o che sono diventate resistenti a tale farmaco. Come imatinib, anche sunitinib e regorafenib hanno come bersaglio le tirosin-chinasi per esempio KIT e hanno proprietà anti-angiogeniche, cioè sono in grado di bloccare la formazione di nuovi vasi sanguigni angiogenesi che potrebbero alimentare il tumore.

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